Riceviamo e diffondiamo
Chiurlo è un’azienda friulana con diverse sedi sparse tra Friuli e Veneto nota soprattutto per il commercio di derivati del petrolio, gas, energia elettrica, lubrificanti e ultimamente nel devastante affare dell’agrivoltaico.
Si vanta di non campare di solo “business, ma anche nel sostegno e nella valorizzazione del tessuto sociale e culturale del territorio, in progetti che promuovono cultura, arte, e iniziative di impatto sociale, contribuendo attivamente allo svilupppo della comunità”.
Di queste e altre amenità si vantano molte grandi e piccole aziende che con la loro manodopera collaborano al buon funzionamento di Cpr e carceri.
Quel che è meno noto è infatti che Chiurlo, anche con la sua divisione Chiurlo Tec, dal gennaio del 2020 ad oggi si vede continuamente affidate dalla prefettura di Gorizia la manutenzione ordinaria e straordinaria del Cpr di Gradisca d’Isonzo: riparazione delle gabbie, sostituzione delle vetrate in plexiglass e antisfondamento, riparazione del muro di cinta, posa di sbarre e pannelli in lamiera, tra le altre.
Chiurlo è quindi complice attivo dell’esistenza del Cpr goriziano, dando il suo contributo a tenere in funzione la struttura con i suoi dispositivi di contenimento.
La facciata della sua sede aziendale di San Dorligo della Valle, fuori Trieste, porta adesso chiaro il messaggio della sua complicità nell’esistenza del campo per senza-documenti di Gradisca.
Poca cosa, questa, rispetto alle resistenze e alla lotta quotidiana dei reclusi in questo e negli altri centri per le deportazioni e a quello che spetterebbe a tutti coloro che traggono profitto dalla messa a valore della segregazione delle loro vite.
Allargare lo sguardo, individuare i nodi della rete dei collaboratori dei sistemi detentivi per poterli attaccare è uno dei modi di essere al fianco di chi resiste e lotta all’interno di ogni galera per la propria e altrui libertà.
Ingranaggio dopo ingranaggio, muro dopo muro, alla libertà!